Stefano Cherchi

Nnasce ad Iglesias nel 1948. Consegue la maturità Artistica, ed il biennio di scenografia presso l’accademia delle belle arti di Roma, ha studiato Archeologia ed ha approfondito gli studi sull’arte del restauro. Tuffandosi nella sperimentazione di nuove tecniche, operando sia nel campo della grafica, della pittura, della ceramica, della fusione dei metalli e non ultimo nel campo della scenografia nel costante lavoro di ricerca finalizzato a sfrontare e sintetizzare gli accademismi di cui si è fatto padrone. Nel 1974 insieme al fratello Angelo ed ad un gruppo di intellettuali, proclama a Parigi, il manifesto del movimento artistico “Polidimensionale”, Nella sua carriera l’incontro con alcune persone è stato importante per la crescita e lo sviluppo della sua arte, tra cui R. Brindisi per l’uso determinato del colore, A. Burri per l’utilizzo dei materiali non canonici, il quale lo ha portato a conoscere ed apprezzare il mondo degli informali, infine V. Palazzo che è stata sua musa ispiratrice.

Profilo artistico:

Le superfici murarie gli rivelano l’impronta del lavoro dell’uomo, esaltandone il frutto dell’operosità. L’artista realizza le “tele” con stesure di intonaco gustandone la porosità dove le tematiche sono espresse coniugandovi materiali più disparati, da sempre, nei muri consumati dal tempo, legge le lunghe pagine di storia, testimonianze di vita e valori di una società che seguendo un percorso sinusoidale, si evolve o degenera. I colori sbiaditi, le macchie di umidità, gli intonaci scrostati, gli hanno stimolato la creatività facendogli amare un materiale povero ma ricco di conoscenze mute.
La sperimentazione costante di molteplici materiali come carta pesta, ceramica, vetroresina in simbiosi con le tecniche più tradizionali sono per lui le testimonianze tangibili della presenza umana che subisce e si libera dei condizionamenti..

Alcune opere: